domenica, Luglio 21, 2024
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La Fondazione non è un progettificio – Una nota dei volontari del gruppo scuola

I sottoscritti volontari della Fondazione don Lorenzo Milani, provenienti dal mondo della scuola, e che si adoperano a titolo gratuito per attivare azioni didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, finalizzate a prevenire e contrastare la dispersione scolastica, esprimono rammarico nel sentir definire dispregiativamente dette azioni “progettifici”, come espressamente affermato in un’intervista al Corriere fiorentino dalla sig.ra Carla Carotti, vedova di Michele Gesualdi.
L’attenzione agli studenti in difficoltà (non solo per il Covid) è al centro di tutto il nostro lavoro: i corsi di formazione rivolti agli insegnanti e da noi promossi, mirano a far crescere nella scuola sensibilità verso gli ultimi e le problematiche connesse.
Le attività didattiche in atto, come ad esempio “Cento parole in più” destinate agli alunni della primaria e secondaria di primo grado sono incentrate sullo studio della parola, caro al nostro Priore. Si avvalgono dell’apporto gratuito dell’Accademia della Crusca, come faceva anche Don Lorenzo, che non disdegnava il ricorso al mondo accademico, purché disponibile a mettersi in gioco con e per i ragazzi per la loro elevazione civile e intellettuale.
Riteniamo le critiche al nostro operato pretestuose e false: portare lo studio della Costituzione nelle scuole superiori è, a nostro avviso, una presa di posizione forte e chiara per accrescere negli studenti della scuola italiana lo spirito democratico per essere cittadini sovrani. Questo spirito democratico lo viviamo quotidianamente in prima persona, nella gestione di tutte le attività, tra noi e nei rapporti col Presidente, grazie ad un’organizzazione collegiale, aperta e non verticistica.
Ogni giorno a Barbiana e nelle scuole portiamo i messaggi di don Milani, non col clamore di una dichiarazione d’effetto, ma indicando la figura del Priore come un faro e un presidio in un momento storico pieno di incertezza, smarrimento e col rischio di derive autoritarie.
A Barbiana non vengono “turisti”, ma persone desiderose di rendersi conto dell’esperienza straordinaria che lì si è realizzata e della sua attualità; e la visita lascia a tutti un segno indelebile, proprio perché è rimasta conservata custodita nella sua sostanza di sobrietà.
Pertanto respingiamo con forza le accuse rivolte alla Fondazione, al suo Presidente e alle azioni da noi promosse.
Don Lorenzo è una figura universale, i suoi valori sono riconosciuti in tutto il mondo e quindi nessuno deve considerarsene l’unico interprete. Così come nessun ex allievo del priore può ritenersi erede esclusivo del patrimonio documentale di Don Milani.
Aldo Bondi
Maria Marta Carboni
Catia Gonnella
Luigi Lippi
Francesca Panzica
Lauro Seriacopi
Claudia Vellani