domenica, Marzo 15, 2026
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L’UMANITÀ SULL’ORLO DEL BARATRO. APPELLO PER LA FINE DELLE OSTILITÀ.

Con l’apertura di un nuovo, drammatico fronte di guerra in Medio Oriente, quella che Papa Francesco ha più volte denunciato come una “guerra mondiale a pezzi” rischia oggi di saldarsi in un unico, irreversibile conflitto globale.

Davanti all’ennesimo “attacco preventivo” di Israele contro l’Iran, la Fondazione Don Lorenzo Milan leva un grido di rivolta etica contro la follia delle armi. Come Fondazione, non possiamo tacere di fronte a una strategia di morte che non conosce più limiti né ragioni.

Esortiamo i potenti del mondo a fermarsi e a riscoprire quella che Papa Leone ha definito la via disarmante della diplomazia, della mediazione, del diritto internazionale, in un contesto che richiederebbe non la delegittimazione, ma piuttosto il rafforzamento delle istituzioni sovranazionali.

Chiediamo un cessate il fuoco immediato: la pace è l’unica vittoria possibile.

L’uso sistematico della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali si sta trasformando in un meccanismo cieco di autodistruzione, un’escalation che non promette sicurezza, ma solo la fine della nostra civiltà.

Sentiamo il dovere di denunciare la menzogna della “guerra chirurgica”. La guerra chirurgica non esiste; l’unica vera chirurgia è quella che si consuma sui tavoli operatori tra i resti dei morti, i gemiti dei feriti e i corpi dei mutilati. Fermiamoci. È tempo di invertire la rotta: ogni centesimo tolto alla diplomazia per essere destinato ai missili è un tradimento verso le generazioni future.

Chiediamo che le legittime istituzioni internazionali riprendano il loro ruolo di arbitri e che la pace torni a essere l’unico investimento possibile per la sopravvivenza del genere umano.

Tra le macerie di un conflitto totale non ci saranno né vincitori né vinti, ma solo il silenzio di una civiltà che ha scelto il baratro invece del dialogo.

Fermiamoci finché siamo in tempo.

Clicca qui per leggere il comunicato della Fondazione.