venerdì, Aprile 12, 2024
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Da Assisi a Barbiana: il Silenzio diventa voce, la parola ai luoghi!

In un mondo sempre più immerso nella corsa all’Io, al consumismo e allo sballo, tra crisi e sperequazione dei beni, povertà estreme e ricchezza sfacciata, gli studenti delle classi 5B, 5C, 5D, 2G e noi docenti dell’Istituto Alberghiero di Assisi ci siamo immersi per un giorno, mercoledì 9 aprile, nell’esperienza da sempre vincente del Noi, nell’assurdo evangelico della gratuità e dell’essenzialità, sul Monte Giovi a Barbiana per toccare con mano la grandezza germogliata dalla piccolezza e dall’amore agli ultimi di un prete e maestro esemplare, don Lorenzo Milani. Nel 90o anniversario della sua nascita, Da Assisi a Barbiana il silenzio diventa voce: la parola ai luoghi, era l’ultima tappa di un progetto partito dai ragazzi stessi: “Sui passi dell’I Care… ognuno unico responsabile di tutto” che ha visto i giovani protagonisti in diversi momenti del percorso didattico dall’esperienza della Scrittura Collettiva in classe con la quale hanno affrontato temi come: la scuola, il lavoro, la politica, la sussidiarietà e la solidarietà a confronto con i fatti di cronaca e la Costituzione, alla Tavola Rotonda del 12 marzo alla Sala Conciliazione, presente il sindaco di Assisi Claudio Ricci, dove hanno documentato e relazionato sul progetto con una rappresentazione teatrale, filmati e lavori grafici, confrontandosi con l’esperienza vissuta di un testimone Agostino Burberi, uno dei primi sei alunni di don Lorenzo Milani, abilmente intervistato dalla presidente del Serafico Avv. Francesca Di Maolo. Significative le parole di Agostino Burberi che così ha commentato la giornata: “Sono rimasto ottimamente impressionato dal lavoro realizzato su don Milani e la scuola di Barbiana dai ragazzi e dagli insegnanti dell’Istituto Alberghiero di Assisi. L’entusiasmo e la passione di suor Maria Rosaria, la referente del progetto, è stata positivamente contagiosa. Con i vari lavori realizzati i ragazzi hanno avuto la capacità di cogliere i valori ancora attuali dell’Esperienza Barbianese. Come ho avuto occasione di sostenere nel dibattito: noi adulti ci rapportiamo spesso con i giovani in modo sbagliato, cerchiamo di addolcire le pillole, invece di aiutarli ad affrontare i problemi per quelli che sono. Non è vero che i giovani sono svogliati e superficiali, ma dobbiamo aver la capacità di toccare le giuste corde, devono aver la certezza che gli educatori sono interessati a loro ed in grado di fornir loro strumenti per affrontare i problemi della vita. Si motivano, secondo l’insegnamento del nostro Maestro, dando loro degli obiettivi, un fine per il quale valga la pena impegnarsi e spendere la vita”. Poi l’inaugurazione solenne della mostra itinerante proveniente da Barbiana presso la Sagrestia grande della Cattedrale di San Rufino alla presenza del vescovo Sua Ecc.za Mons. Domenico Sorrentino, aperta al pubblico dal 12 al 16 marzo, che ha visto avvicendarsi numerose classi, pellegrini, insegnanti, operatori pastorali, catechisti, giovani e bambini che hanno rilasciato testimonianze significative e inaspettatamente lacrime di commozione di fronte alle immagini e alle parole di un uomo che ha riempito una solitudine quasi disumana con l’amore ai poveri. Ma a Barbiana si tocca con mano tutto ciò: il paesaggio, la scuola, il cimitero con la scarna tomba, dove riposa don Lorenzo, sono più eloquenti di ogni altra forbita relazione. La fatica per arrivare in pullman fin dove si può…, l’impervio sentiero della Costituzione, che il priore faceva ogni giorno, scendendo fino a Vicchio anche con la pioggia e la neve per ritirare la posta, la rusticità della scuola immersa nel verde, ai ragazzi, così preoccupati di aver una vita comoda, ha dato il via a tante riflessioni: “Prof., ma come ha potuto vivere qui, come ce l’ha fatta, è impossibile!”; “Ce l’hanno messa proprio tutta per isolarlo e invece…” Dopo il saluto di accoglienza di Michele Gesualdi, alunno di don Milani e presidente della Fondazione, tutti nella scuola intorno a Giancarlo Carotti, come allora, come avrebbe fatto il priore, ad ascoltare un vissuto raccontato con vivacità ed emozione. Poi la visita all’officina dove i ragazzi passavano dal sapere al saper fare, all’attigua chiesa di Sant’Andrea a Barbiana con il mosaico in vetro del Santo Scolaro e alla piscina realizzati dai ragazzi e la sosta al cimitero davanti alla tomba in un silenzio dove batte solo il cuore. Pranzo al sacco sotto il pergolato, immersi nel verde! Tutto com’era, come se il tempo si fosse fermato e senza alcuna ombra di commercio. Una testimonianza eloquente quella di Mattia: “Mi è piaciuto ascoltare Giancarlo, perché raccontava con passione la sua vita e gli eventi vissuti a Barbiana…! Non immaginavo che all’interno della scuola ci fossero ancora i vecchi tavoli, dove si studiava e si mangiava, le sedie e tutti gli strumenti costruiti dai ragazzi stessi. Il bellissimo odore di libro antico non colpiva solo l’olfatto con quel suo odore forte di libro sfogliato…. ma anche il cuore perché faceva capire quanta passione e quanto lavoro si era fatto in quella piccola stanza, faceva comprendere l’impegno di don Milani per quei ragazzi che senza di lui ora sarebbero privi della parola e della cultura. Un’altra cosa che mi ha colpito è stata il paesaggio che rendeva tutto più emozionante con quei bei colori e profumi, facendo comprendere quanto potevano essere disperse…. quella piccola scuola e quelle persone alle quali don Lorenzo ha dedicato la vita, ha detto: I Care”. “Prof. per la prima volta abbiamo sentito e provato la Pace, una grande Pace, diversa, mai sentita prima e il desiderio dell’impegno nella scuola e nella vita. Grazie!”

Ringraziamo soprattutto la preside Biancamaria Tagliaferri, don Cesare Provenzi per la sua ospitalità, i colleghi e quanti hanno permesso la realizzazione di questa iniziativa.

Gli alunni dell’Istituto Alberghiero di Assisi
e l’insegnante di RC Maria Rosaria Sorce  (SFI).