Aldo Bondi, una vita tra scuola, ricerca e impegno per gli altri
La Fondazione don Lorenzo Milani perde un socio, un volontario e uno studioso che ha accompagnato con partecipazione e rigore una parte importante della sua storia. Ieri, all’età di 80 anni, è morto Aldo Bondi. Scompare con Aldo soprattutto una presenza costante, capace di trasformare l’interesse per il pensiero di don Milani in un impegno concreto e in un’attenzione preziosa verso gli altri, proprio nel solco dei valori di don Milani.
Aldo Bondi era nato a Firenze nel 1946, ha insegnato Storia e Filosofia nei licei, occupandosi anche di sperimentazione didattica. Ha collaborato con l’Irrsae Toscana e partecipato a pubblicazioni e ricerche sui temi della storia e della filosofia. Il suo lavoro di studioso si è concentrato su figure diverse, ma unite da una comune attenzione alla responsabilità umana e civile: Dietrich Bonhoeffer, teologo tedesco oppositore del nazismo, Antonio Gramsci ed Ernesto Balducci. Nel 2022 ha pubblicato Compagni di umanità. Dietrich Bonhoeffer e Antonio Gramsci, frutto di anni di ricerca.
Il suo rapporto con la Fondazione non era soltanto culturale. Bondi partecipava alla vita associativa, ai progetti e agli incontri, mettendo a disposizione le proprie competenze. Nel 2023 ha fatto parte anche del Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di don Milani. Nel 2025 ha curato, insieme a Marco Tavanti e Beniamino Deidda, il volume I care. L’obbedienza non è più una virtù. A sessant’anni dal processo, un lavoro di ricostruzione storica e di approfondimento del significato civile della vicenda giudiziaria del priore di Barbiana. È lo stesso amico Marco Tavanti, prima ancora che collaboratore, a ricordarlo in un suo intervento (Ricordo di Marco Tavanti) come «una persona capace di prendersi cura»: delle amicizie, della verità storica e delle nuove generazioni.
Ma dietro lo studioso c’era anche un uomo attento alle persone. Amava parlare dei suoi ex studenti, seguiva con interesse i loro percorsi e conservava con loro un rapporto di affetto e responsabilità. Un ricordo efficace e toccante, di chi gli era vicino come è stato Lauro Seriacopi che lo esprime nel suo intervento di ricordo (Ricordo di Lauro Seriacopi) è il suo rigore, l’attenzione ai dettagli, la severità accompagnata da una profonda dedizione educativa. Nel ricordo scritto si legge che per lui «studiare e insegnare erano la stessa cosa».
Forse è proprio in questa capacità di tenere insieme studio, insegnamento e attenzione agli altri che si ritrova il senso del suo legame con don Milani. L’I care, il motto della scuola di Barbiana, non era per Aldo Bondi soltanto un tema da studiare o una memoria da custodire. Era un modo di vivere.
La Fondazione e quanti hanno condiviso con lui questo cammino ne sentiranno la mancanza.

