Conquistare la parola. L’esperienza delle scuola popolari a Bergamo

Ridare ai poveri la parola, perché senza la parola non c’è dignità e quindi neanche libertà e giustizia: questo insegna don Milani. Ed è la parola che potrà aprire la strada alla piena cittadinanza nella società, mediante il lavoro, e alla piena appartenenza alla Chiesa, con una fede consapevole. Questo vale a suo modo anche per i nostri tempi, in cui solo possedere la parola può permettere di discernere tra i tanti e spesso confusi messaggi che ci piovono addosso, e di dare espressione alle istanze profonde del proprio cuore, come pure alle attese di giustizia di tanti fratelli e sorelle che aspettano giustizia. Di quella umanizzazione che rivendichiamo per ogni persona su questa terra, accanto al pane, alla casa, al lavoro, alla famiglia, fa parte anche il possesso della parola come strumento di libertà e di fraternità.

È con queste parole, che Papa Francesco ha pronunciato nel suo discorso commemorativo durante la visita a Barbiana nel 2017 che si apre il libro di Barbara Curtarelli intitolato Conquistare la parola. L’esperienza delle scuole popolari a Bergamo.

Sulla scia dell’esperienza educativa di don Lorenzo Milani, alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, nascono a Bergamo, in un clima di grande trasformazione socio-culturale per il Paese, le scuole popolari. In una grande mappa che dai quartieri del centro città si espande ai territori di tutta la provincia, l’autrice ricostruisce, nei capitoli di questa ricerca, le storie delle scuole popolari e, soprattutto, delle persone che hanno vissuto quelle aule nel desiderio di “conquistare la parola”.

Noi della Fondazione don Lorenzo Milani con piacere segnaliamo questa pubblicazione, realizzata con il contributo delle ACLI di Bergamo, e invitiamo tutte le realtà che nel paese portano avanti esperienze di scuole popolari a mettersi in contatto con noi, per condividere e mettere in comune il grande lascito offerto dal Priore e dalla Scuola di Barbiana. Perché, come ricorda l’autrice del volume, «dopo, niente nella scuola è stato più come prima».