Il padre, Albano Milani
Nato a Firenze il 6 giugno 1885
Morto a Firenze il 2 marzo 1947

Negli scritti pubblici di don Lorenzo, appare poco la figura del padre. Probabilmente perchè morì prima che don Lorenzo divenisse sacerdote. Era laureato in chimica, ma era personaggio di vasta cultura generale e dai molteplici interessi. Era il maggiore di quattro fratelli e alla morte del padre fu capo e guida della famiglia Milani.

L'ha detto Don Milani:
«In quanto alla loro vita di giovani sovrani domani, non posso dire ai miei ragazzi che l'unico modo d'amare la legge è d'obbedirla. Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste (cioè quando sono la forza del debole). Quando invece vedranno che non sono giuste (cioè quando sanzionano il sopruso del forte) essi dovranno battersi perché siamo cambiate. La leva ufficiale per cambiare la legge è il voto. La Costituzione gli affianca anche la leva dello sciopero. Ma la leva vera di queste due leve del potere è influire con la parola e con l'esempio sugli altri votanti e scioperanti: E quando è l'ora non c'è scuola più grande che pagare di persona un'obiezione di coscienza. Cioè violare la legge di cui si ha coscienza che è cattiva e accettare la pena che essa prevede.» Da Lettera ai giudici
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