Ci hanno scritto

CI HANNO SCRITTO – ARCHIVIO 2012

La poesia di Giorgio Bolla dedicata a Don Lorenzo Milani

BARBIANA

Tumore amore dolore
imbriacati sarmenti
colla dei giorni sangue di topo
e albereti nei maglioni senza fine
su piccole mura di vanitosi
cimiteri

cammini con le tue scarpe grosse
in solitudini di volontà.

Giorgio Bolla

pubblicata nel 2011 nella Antologia “Poemi sulla Solitudine”
per Alchimia Edizioni – Milano
.

Ci hanno scritto dalla Classe 3°A dell’Istituto Comprensivo Toniolo di Fragagnano (TA

19/03/2012

Cari amici della Fondazione,

Una mia alunna ha voluto rispondere ad una vostra richiesta di inviare proposte da discutere ai vostri incontri. Abbiamo parlato in classe della possibilità di costruire un altro tipo di scuola. Sembrava una cosa semplice e invece non lo è stata affatto. Allora abbiamo deciso di scrivere qualche appunto su fogliettini di carta. La traccia era: Un altro tipo di scuola è possibile?  Ecco il resoconto dell’alunna LEILA BUCCOLIERO, che a me e alla classe è sembrato bello e spontaneo. Ve lo mando di seguito.

Un altro tipo di scuola è possibile? Bella domanda, ma la risposta dove la troviamo?
Sarebbe bello- avere una scuola, come quella che descrive Giancarlo Carotti , ex allievo di Don Lorenzo Milani.
Una scuola, dove, i ragazzi fanno di tutto per andarci, andando contro le decisioni dei genitori, che, per esempio, preferiscono mandarli a lavorare la terra.
A pensarci, al giorno d’oggi, una espressione del genere: – i ragazzi fanno di tutto per andare a scuola- sarebbe interpretata come una barzelletta.
Oggi è raro trovare un ragazzo che abbia tanta volontà e amore nello stare tutto il giorno sui libri.
Dalle condizioni in cui studiavano gli ex alunni è difficile da credere che siano normali bambini con la testa a posto.
Noi non andiamo molto
volentieri a scuola, ma nonostante tutto, cerchiamo di accontentarci di quello che abbiamo, siamo sempre alla ricerca di nuovi stimoli e progetti, in modo da rendere le mattinate scolastiche più divertenti, dove, tra una battuta e l’altra, speriamo che le giornate passino velocemente divertendoci, ma nello stesso tempo cerchiamo di fare il nostro dovere studiando e seguendo le lezioni dei professori, proprio come la scuola di cui parla Giancarlo.
Tutti noi sfoghiamo i nostri propositi in temi del tipo:- Come vorresti tu la scuola?-
Ma non ci bastano le parole vorremmo finalmente qualche cambiamento; punto primo: soddisfare la nostra passione per la tecnologia sostituendo i vecchi e noiosi libri con un notebook di ultima generazione, racchiudendo tutti i pesanti volumi in un semplice dischetto,in questo modo ci ringrazierebbe anche la nostra schiena
Secondo: si potrebbe prendere in considerazione il fatto di rendere le aule più spaziose, e più comode per lavorare, dato che le classi di cui disponiamo oggi sono piccole noi siamo tanti e siamo stretti.

Sostituire le sedie con comode poltrone e i banchi con vere e proprie scrivanie.
Rimpiazzare i barbosi colori delle mura con una forma d’arte più giovanile fatta apposta per noi, immagino la mia classe piena di graffiti e murales oppure ogni componente della classe firmarla con l’impronta delle sue mani, ognuno di colore diverso!
Perciò alla domanda, un altro tipo di scuola è possibile? Io risponderei di SI basta riuscire a trovare un compromesso tra alunni e insegnanti.

LEILA BUCCOLIERO

CLASSE III A  ISTITUTO COMPRENSIVO TONIOLO FRAGAGNANO TARANTO

con affetto vi salutiamo e speriamo di avere vostre nuove.

Ci hanno scritto dalla Scuola paterna – Scuola della Pace c/o Parrocchia di Sant’Antonio di Dozza (BO)

28/02/2012

Lettera collettiva per Giancarlo a Barbiana

Caro Giancarlo da Barbiana,

ti ringraziamo moltissimo dell’incontro avuto con te a Barbiana a settembre, perche’ in quell’occasione abbiamo capito e scoperto per la prima volta molte cose nuove e per noi importanti della storia di don Lorenzo Milani.

Ci è rimasta molta voglia di pensare a don Lorenzo, alla sua scuola e ai suoi ragazzi, perchè ci hai fatto capire che la scuola è importante per tutti.

Così abbiamo cercato di scriverti una lettera insieme in cui ognuno di noi ha manifestato un suo pensiero su ciò che gli era rimasto particolarmente impresso.

Ci abbiamo messo molto tempo, perchè noi non riusciamo a dedicare tante ore tutti i giorni alla scrittura insieme, perciò abbiamo finito solo da poco di riunire tutti i nostri pensieri, di metterli in ordine e ora te li vogliamo mandare

Capitolo primo

Cosa ho capito della scuola di Barbiana

Lo sai, non avevamo mai conosciuto una persona saggia come don Milani, che ha arricchito un povero paesino ed ha costruito col suo lavoro una scuola davvero unica ed efficiente.

Parlando con te abbiamo capito tante cose, ci ha colpito che don Milani preferisse insegnare ai figli dei poveri piuttosto che ai figli dei ricchi.

Abbiamo capito che studiare rende liberi, apre la visione sul mondo che ci circonda e,incredibile per noi, che ai ragazzi di Barbiana piaceva stare a scuola anche 8 ore ed erano felici, mentre oggi per noi sono faticose anche solo 4 ore.

Ci ha stupito scoprire quanto tutti i ragazzi erano interessati alla scuola; forse perchè avevano hanno capito che studiando potevano fare delle grandi cose e non rimanere contadini per tutta la vita, ed erano molto contenti di imparare e di scoprire nuove cose, anche se le prime lezioni non gli importavano un granche’.

Abbiamo capito però che don Lorenzo era un grande maestro perchè riusciva a catturare l’attenzione dei ragazzi, e non era certamente facile, ma lui è riuscito a far capire loro l’importanza di andare a scuola e conoscere tante cose del mondo.

Non tutti i maestri ci riescono, ma don Lorenzo era felice di fare scuola con loro.

Fra le cose che ricordiamo di più c’è la piscina, che ci è sembrata una grande impresa, perchè furono i ragazzi a costruirla con le loro mani.

L’idea della piscina è stata davvero formidabile e poi quella del nuotare in inglese, magari fossimo stati noi al loro posto

Capitolo secondo

La nostra scuola

Dopo essere tornati abbiamo a volte ripreso il discorso di Barbiana e della sua scuola e ci siamo domandati cosa c’era in comune con la nostra.

Alcuni di noi hanno scritto i loro pensieri.

> La cosa che mi piace di più della mia scuola è lo studio della storia perchè è interessante studiare i resti e il passato. Mi piace ascoltare le storie e i racconti. Non mi piace la mia vecchia scuola, di quando ero piccolo, perchè facevo dei danni. Quando sono stanco mi riposo e faccio un disegno e poi riparto a fare i compiti <.

> Tre giorni fa abbiamo fatto la verifica di francese e negli occhi di tutti si leggeva lo stesso pensiero: Perchè non facciamo come alla scuola di Barbiana, senza le verifiche? Ma non ci siamo resi conto della differenza tra la nostra verifica e quella delle scuole pubbliche: la nostra verifica corrisponde al vero significato della parola, perchè serve all’insegnante per

capire che cosa abbiamo imparato, senza darci un voto. Invece la verifica delle scuole pubbliche si potrebbe chiamare < tortura a parole> perchè è quello il suo significato; tutti gli studenti hanno terrore delle verifiche, ma soprattutto delle interrogazioni. Nella nostra scuola tutti sono sempre interrogati, da quando si apre il libro fino a quando lo si chiude, perchè sono lezioni partecipate. Sicuramente la nostra scuola non può competere con quella di Barbiana, ma io penso che dobbiamo valorizzare i pochi pregi che abbiamo in comune con la scuola del Priore per cercare di acquisirne altri <.

> Dopo il nostro incontro a Barbiana ho continuato a pensare a don Lorenzo e alla sua scuola ma anche alla nostra, così quest’anno quando ho avuto l’opportunità di scrivere anch’io sulla lettera di Natale che la comunità di Maranathà invia a tutti i suoi amici, ho parlato della nostra scuola paterna che mi sembra un’esperienza simile alla scuola di Barbiana.

Io e mio babbo mentre tornavamo da scuola abbiamo sentito per radio che gli ex ministri del nostro governo non sanno quanto costa un litro di latte o la benzina.

Ho pensato subito che se questa notizia l’avesse sentita don Lorenzo Milani si sarebbe indignato per la loro ignoranza<.

Grazie ancora per la bellissima giornata passata insieme a te e per tutte le cose belle che ci hai insegnato.

Speriamo tutti di rivederti ancora

Un abbraccio

La scuolina

 Classe I

Anna Rimondi

Filimon Abraham

Giada Pace

Pasquale Pagano

Classe II

Chiara Fasolo

Beniamino Clementel

Elisabetta Passarini

Emanuele Carlalogio

Henock Abraham

Iracy Mayamba

Laura Buconi

Michael Pilato

MercyMary Ndukuba

Serena Brandani

Classe III

Alice Borghi

Anna Romagnoli

Chiara Tagliavini

Davide Caffagna

Giovanni Rimondi

Maria Teresa Gallo

Martina Tarozzi

Pietro Fini

Sinclair Ndukuba

Ci hanno scritto: Franco Dore e Kikissa Bassu

23/01/2012

Siamo Franco Dore e Kikissa Bassu, coniugi, passati a Barbiana, assieme

al piccolo Daniele, giovedì scorso 05/01/2012.

Siamo rientrati ad Orgosolo, in Sardegna, ed ancora ci portiamo vivo

e bellissimo il ricordo di quella giornata. Ne parliamo con tutti:

amici, conoscenti, colleghi di lavoro, etc. Vogliamo ringraziare tutti

voi per tutto ciò che avete fatto e fate perchè Barbiana continui ad

essere < Barbiana > e perchè, con lei, don Lorenzo continui a comunicare

e far sentire i suoi costanti forti sussulti alle nostre ovvietà.

Vogliamo ringraziare in modo particolare Annalisa, per quanto in quella

giornata ci ha dato, per le commoventi emozioni che è riuscita a creare

e per la sua gentile ed affabile capacità di offrire sempre quanto le è

possibile: anche quel passaggio in macchina a Firenze, che ci ha

consentito di continuare a parlare e meglio conoscerci, rendendo

veramente ricca ed unica quella giornata. Da credenti, siamo convinti

che nulla succeda per caso. Dunque, rendiamo grazie a Dio e a don

Lorenzo (che, in quel contesto, abbiamo sentito vivo e presente più che

mai).

Grazie ancora e che il Signore vi aiuti a proseguire in questo

impegno.

Franco e Kikissa

P.S.: quasi sicuramente ci faremo vivi più avanti per qualche

eventuale iniziativa da portare avanti in loco, confidando sul vs.

apporto (ne abbiamo fatto cenno, il giorno, ad Annalisa)

Ci hanno scritto gli amici del Maestro Lod

17/01/2012

Barbiana non è nemmeno un villaggio, è una chiesa e le case sono sparse tra i boschi e i campi. (… ) La terra è molto povera perchè le piogge la portano via scoprendo il sasso. L’acqua scorre via e va in pianura. Così i contadini mangiano tutti i loro raccolti e non possono vendere nulla. (… ).
La nostra scuola è privata. E’ in due stanze della canonica più due che ci servono da officina.
D’inverno ci stiamo un po’ stretti. Ma da aprile a ottobre facciamo scuola all’aperto e allora il posto non ci manca. (…). L’orario è dalle otto di mattina alle sette e mezzo di sera.
Una scuola tutt’altro che facile o comoda, come qualche sapiente distratto ha scritto anche di recente. Un metodo di lavoro rigorosissimo, impegnativo ed efficace. Don Lorenzo ci aveva raccontato che Saturno ha gli anelli. Pensavamo fosse una burla  racconta Gesualdi  e per dimostrano smontammo il suo microscopio per costruire un cannocchiale. Con grande sorpresa scoprimmo che aveva ragione lui. Nel frattempo avevamo imparato le leggi dell’ottica e i principi dell’astrofisica.
Scuola di vita. Scuola di scrittura. Scuola di pensiero critico: ecco perchè don Milani, quando prendeva in mano la penna, produceva scompiglio. Dalla Lettera ai cappellani militari alla Lettera a una professoressa, il suo insegnamento – ci ha ricordato Michele Gesualdi – è sempre stato quello di non accettare, dandole per scontate per pigrizia o ignavia, consuetudini e luoghi comuni, ma di smontare, parola per parola, ogni pagina di libro, articolo di giornale, documento ufficiale o biglietto informale.
Scuola di un prete, ma compiutamente laica e ispirata alla Costituzione, letta e approfondita articolo per articolo, mettendone in evidenza le garanzie dei diritti e l’impegno dei doveri. A Barbiana, il 16 aprile 2011, è stato inaugurato il Sentiero della Costituzione, un grande libro di strada permanente che scende per oltre un chilometro con 44 bacheche contenenti gli articoli illustrati della Carta fondamentale della Repubblica. Scuola di ieri, ma anche di oggi e per domani: una lezione che ha ancora, immutato e sempre attuale, tutto il suo valore.

Amici del Maestro LODI

1